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La disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale dettata dall’art. 54-bis del DL 50/2017 (conv. L. 96/2017) sancisce il diritto del prestatore al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, disciplinati dagli artt. 7, 8 e 9 del DLgs. 66/2003.

In materia di riposi giornalieri prevede che, fermo restando la durata normale dell’orario settimanale pari a 40 ore, al lavoratore spetti un periodi di riposo di undici ore ogni 24, che deve essere fruito in modo consecutivo, fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.
Per quanto riguarda le pause, prevede che, qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore, il lavoratore abbia diritto a un intervallo per pausa che gli consenta il recupero delle energie psicofisiche, la consumazione del pasto e l’attenuazione del lavoro monotono e ripetitivo.
Inoltre, in difetto di disciplina collettiva che preveda un intervallo a qualsivoglia titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa, da fruire anche dalla propria postazione di durata non inferiore a dieci minuti.
Per quanto riguarda i riposi settimanali invece, è previsto che il lavoratore abbia almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero.
Il datore di lavoro non è obbligato a concedere il riposo settimanale necessariamente ogni sette giorni, perché il calcolo è fatto come media in un periodo di tempo non superiore a 14 giorni.
La periodicità del riposo, quindi, è rispettata anche se in un arco temporale di 14 giorni vengono concesse due giornate di riposo.
Ciò premesso, sul fronte delle prestazioni occasionali, con riferimento sia al Libretto Famiglia che al Contratto di prestazione occasionale, il mancato rispetto della normativa in materia di orario di lavoro comporta l’applicazione delle specifiche sanzioni:
– la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro;
– la sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 2.000 euro, se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di 24 ore;
– la sanzione amministrativa da 1.800 a 3.000 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata in almeno cinque periodi di 24 ore. In tal caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta.
Invece, per il mancato rispetto del diritto del lavoratore al riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, cumulate alle undici ore di riposo giornaliero, prevede:
– la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.500 euro;
– la sanzione amministrativa pecuniaria da 800 a 3.000 euro, se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno tre periodi di riferimento;
– la sanzione amministrativa da 2.000 a 10.000 euro, se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata in almeno cinque periodi di riferimento.